L'altro
Lo spettatore entra e incontra immediatamente la bellezza, l'eleganza, la dignità dei ritratti di McCurry. Lo spettatore viene proiettato subito nella relazione con l'"altro", con la persona nel senso più assoluto del termine: McCurry ha sempre sottolineato il valore imprescindibile che ha per lui la dignità della persona umana.
Silenzio
Tema portante della sezione è il viaggio attraverso le culture e il silenzio. Le fotografie di McCurry rappresentano persone in preghiera, scenari di silenzio. Lo spettatore segue e vive insieme all'artista non solo i suoi viaggi fisici nei differenti paesi che egli ha percorso ma anche lo stupore di fronte al rapporto dell'essere umano con l'Assoluto.
Guerra
Proprio tornando da un viaggio in Tibet, era il 10 settembre 2001, Steve McCurry assiste il giorno dopo, dalla finestra del suo studio di New York , alla distruzione delle Torri Gemelle. Un passaggio improvviso e scioccante: dal silenzio del viaggio insieme al Dalai Lama alla scena del crollo delle torri. Le sue fotografie sono vicine ad altre fotografie, che raccontano anch'esse la guerra, la tragedia, il dramma dell'umanità contro l'umanità. Non c'è nessuna retorica in questa sezione. La tragedia è colma di "poesia", il dolore viene trasfigurato dall'armonia delle immagini. Questo albero è il cuore della mostra. Bellezza e tragedia si intrecciano, comunicando il mistero della condizione umana sulla terra.
Gioia
Il quarto albero è l'uscita dalla guerra. Le fotografie di McCurry immortalano scenari di allegria, intensità di colori, vita che scorre e fluisce. Anche qui non vi è retorica. La bellezza è bellezza poetica, come se l'interruzione della guerra non avesse potuto incidere sull'essenza della vita nei suoi strati più profondi.
Infanzia
La quinta sezione riporta lo spettatore a riflettere su uno dei temi più drammatici della storia dell'umanità: lo sfruttamento dei bambini, che vede nei bambini soldato l'apice della sua rappresentazione.
La sezione indica anche che forse non può esistere autentica gioia senza piena consapevolezza del dolore. Le fotografie di bambini costretti a rinunciare alla propria infanzia sono penetranti: dallo stupore alla paura, dalla solitudine alla necessità di assumere uno sguardo adulto, innaturale.
La sezione indica anche che forse non può esistere autentica gioia senza piena consapevolezza del dolore. Le fotografie di bambini costretti a rinunciare alla propria infanzia sono penetranti: dallo stupore alla paura, dalla solitudine alla necessità di assumere uno sguardo adulto, innaturale.
Bellezza
La mostra si conclude con tre fotografie, una delle quali è la celebre fotografia della bambina afgana dagli occhi verdi, passata ormai alla storia della fotografia. Gli altri due ritratti, anch'essi di due bambine, completano la conoscenza del viaggio e dell'opera di McCurry. Se il fotografo infatti è noto in tutto il mondo per alcune icone, tra cui quella della bambina afgana, la mostra aiuta lo spettatore a conoscere altri suoi scatti, altrettanto meravigliosi.
Intenzione del curatore è quindi di restituire un ritratto completo questa volta dello stesso artista.
Intenzione del curatore è quindi di restituire un ritratto completo questa volta dello stesso artista.
SHORT STORIES
































